Rassegna di Alma Cordis

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Commissione di massimo scoperto e usura: le Sezioni unite risolvono il contrasto

Con la sentenza n. 16303 del 20 giugno 2018 le Sezioni Unite della Corte Suprema di Cassazione si sono pronunciate sulla questione di diritto attinente la rilevanza delle commissioni di massimo scoperto agli effetti del superamento del tasso soglia dell'usura di cui all'art. 644, comma 3, c.p.

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Bankitalia può far accedere a informazioni su banche fallite il correntista che chiede i danni?

Bankitalia, quale Autorità nazionale di vigilanza bancaria e finanziaria, dovrebbe poter consentire l'accesso a informazioni riservate su un ente creditizio fallito a una persona che, in base alle disposizioni nazionali, voglia valutare la possibilità di intentare un’azione di risarcimento nei confronti della stessa Autorità di vigilanza per i danni subiti a causa del fallimento o della liquidazione di questo ente creditizio. E’ questo il parere dell’Avvocato Generale Michal Bobek espresso nelle conclusioni del 12 giugno 2018, relative al caso del signor Buccioni, correntista della Banca Network Investimenti SpA (BNI), assoggettata alla procedura di liquidazione coatta amministrativa nel 2012.

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Comunicazioni oggettive AML: da segnalare le operazioni in contante

Premessa

In data 11 luglio 2018 l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (“UIF”) ha posto in consultazione le prime istruzioni operative in tema di comunicazioni oggettive ex art. 47 del D.Lgs. n. 231/2007, a seguito del recast di cui al D.Lgs. n. 90/2017 in attuazione della IVAMLD.

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Strumenti di finanziamento alternativi per le imprese: opportunità e prospettive future

1. Introduzione

La crisi dei mercati finanziari del 2008 ha evidenziato l’esigenza di supportare lo sviluppo delle imprese italiane e favorire la crescita dell’economia produttiva del paese. Nel corso degli ultimi anni ci sono stati numerosi interventi normativi volti a favorire l’utilizzo da parte delle imprese di strumenti di finanziamento alternativi al canale bancario e ad agevolare il ricorso al mercato dei capitali, in questo modo rendendo le stesse imprese più resistenti agli effetti del c.d. credit crunch.

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Le novità della pubblica consultazione del MEF per il recepimento della Direttiva IORP 2

La pubblica consultazione e la Direttiva IORP2

Il 24 luglio 2018 il Dipartimento del Tesoro del MEF ha avviato una (invero breve) pubblica consultazione per richiedere osservazioni e commenti da parte degli operatori del mercato al provvedimento predisposto in attuazione della Direttiva 2016/2341 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 14 dicembre 2016 “relativa alle attività e alla vigilanza degli enti pensionistici aziendali o professionali” (“IORP2”), che rimarrà aperta fino al 10 agosto 2018 (cfr. contenuti correlati).

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Pubblicata la V Direttiva UE: rafforzati i presidi di contrasto del riciclaggio e di finanziamento del terrorismo

Emanuela Montanari, Responsabile Antiriciclaggio, Segnalazioni Operazioni Sospette e Compliance Officer

Mentre gli Stati membri stanno applicando le disposizioni della IV Direttiva, i cui processi di attuazione non sono ancora conclusi, è stata pubblicata la V Direttiva antiriciclaggio nella Gazzetta Ufficiale UE del 19 giugno 2018 finalizzata ad un’ulteriore rafforzamento verso la prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo.

La direttiva n. 2018/843 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018 (cosiddetta V direttiva antiriciclaggio), modifica la direttiva 2015/849 (IV direttiva antiriciclaggio), che è stata recepita in Italia del Dlgs n. 231/2007 e a San Marino nella Legge n. 92/2008.

La nuova direttiva è entrata in vigore il 9 luglio 2018 e dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 10 gennaio 2020.

Soggetti obbligati

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In GU la proroga della riforma delle BCC

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 171 del 25 luglio 2018 il decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative (c.d. Milleproroghe estivo).

Il decreto entra in vigore a partire dal 26 luglio 2018.

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BCC: il Governo approva la proroga della riforma

 

 

Il Consiglio dei Ministri riunitosi ieri, martedì 24 luglio 2018, ha approvato un decreto legge che introduce disposizioni urgenti per la proroga di alcuni termini previsti da disposizioni legislative (c.d. Milleproroghe estivo).

Per quanto qui maggiormente interessa, il decreto va a prorogare dagli attuali 90 giorni a 180 giorni il termine per l’adesione delle banche di credito cooperativo (BCC) al contratto di coesione che dà vita al gruppo bancario cooperativo.

Il termine decorre dal provvedimento di accertamento della Banca d’Italia in ordine alla sussistenza delle condizioni previste dalla legge per la stipula del contratto di coesione. Inoltre, si proroga al 31 dicembre 2018 la scadenza per l’adeguamento delle banche popolari a quanto stabilito dal Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia.

BANCARIA CONSULTING S.R.L. | via Grazioli 75 | 38100 TRENTO | C.F./P.IVA 01933200220

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Forme pensionistiche complementari: in consultazione il decreto di attuazione della IORP II

Previdenza complementare

25/07/2018

Allegati

Il Dipartimento del tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha posto in pubblica consultazione schema di decreto legislativo recante modifiche ed innovazioni al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, ed al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private), necessarie a dare attuazione di attuazione alla Direttiva (UE) 2016/2341 relativa all’attività e alla vigilanza degli enti pensionistici aziendali o professionali (c.d. IORP II).

Lo schema di decreto è volto a:

facilitare e regolare l’attività transfrontaliera delle forme pensionistiche;migliorare la governance e le funzioni fondamentali;incrementare la qualità delle informazioni destinate agli aderenti ed ai pensionati;garantire che l’Autorità di vigilanza abbia gli strumenti necessari per svolgere i compiti ad essa istituzionalmente assegnati nell’ambito dell’attività di supervisione dei fondi pensione.

La consultazione rimarrà aperte fino al 10 agosto 2018.

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Meritevolezza di un patto parasociale sulla formazione del Cda inserito in un accordo di separazione personale

Con la sentenza in esame la Suprema Corte si è pronunciata in relazione alla funzione concretamente perseguita da un patto parasociale compreso in un accordo di separazione personale tra coniugi. Tale ultimo accordo provvedeva allo scioglimento della comunione legale e dunque alla divisione dei beni rientranti nella stessa; segnatamente si ripartivano, tra le altre cose, le azioni relative ad una s.p.a. che di quella facevano parte, assegnandole per il 45% del capitale sociale alla moglie e per il 50% al marito. Il patto parasociale, invece, aveva ad oggetto la materia delle nomine dei membri del consiglio di amministrazione, del relativo presidente e dei sindaci. In specie, quanto alla formazione del cda, esso prevedeva che ciascuno dei parasoci nominasse due membri, con il quinto amministratore nominato di comune accordo; inoltre il marito aveva la facoltà di autonominarsi presidente del cda e di agire con deleghe per la gestione della società.

A seguito di un aumento di capitale sottoscritto dalla moglie anche per la parte lasciata inoptata dal marito, l’assetto proprietario si modificava, con la conseguenza che ella stessa si trovava a detenere il 97,30% del capitale e il marito il 2,5%; il patto parasociale continuava però a regolare nel modo descritto i rapporti di potere tra i due. La moglie ricorreva così di fronte alla Suprema Corte chiedendo, tra i diversi motivi, l’accertamento della nullità del patto parasociale per sopravvenuta immeritevolezza ex art. 1322 c.c.

In relazione a tale fattispecie concreta, la Corte in via preliminare ha affermato che il descritto parasociale, costituendo parte di un più ampio regolamento negoziale avente ad oggetto la divisione dei beni caduti in comunione tra due coniugi, deve essere indagato, quanto a sua meritevolezza e interpretazione, alla luce del complessivo assetto di interessi fissato dall’accordo di divisione. Nel rispondere alle censure della ricorrente, poi, la Corta ha rilevato come, con riguardo alla situazione delineatasi dopo l’aumento di capitale, il patto in questione non viola il principio generale che impedisce lo svuotamento dei poteri assembleari, né comporta un’esorbitante compressione del diritto di proprietà spettante alla moglie in relazione alla partecipazione: la durata quinquennale del patto, così come l’oggetto specifico ivi regolato – la nomina delle cariche sociali – non vengono ad incidere sul potere di controllo che sull’agire dell’apparato amministrativo la legge attribuisce all’assemblea dei soci.

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Insider trading: limiti all’utilizzo delle presunzioni nei procedimenti sanzionatori

Con la pronuncia in oggetto, la Corte d’Appello di Torino ha annullato una delibera sanzionatoria della Consob, che aveva ravvisato un caso di insider trading in relazione ad alcuni acquisti di azioni effettuati in prossimità alla cessione da un fondo ad una società straniera del pacchetto di maggioranza di una terza società cui era seguita un’OPA totalitaria sul resto delle azioni.

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Il Regolamento PRIIPs. Prime riflessioni

Gli scenari di probabilità e di performance: dall’informazione soggettiva all’informazione oggettiva. Il costo delle operazioni, una utile informazione per la misura dell’adeguatezza.

Di Roberto Marcelli, Presidente ASSO CTU

 

1. Premessa.

Il Regolamento PRIIPs (Regolamento UE n. 1286/14) si colloca in un insieme di interventi normativi volti a recuperare la fiducia dei risparmiatori nei mercati finanziari, ridurre il gap informativo che pervade i prodotti finanziari più complessi, colmando all’occorrenza zone d’ombra della normativa, per conseguire una maggiore protezione dell’investitore, una migliore trasparenza dei rapporti, nonché temperare i margini di conflittualità che copiosi si sono presentati nell’ultimo decennio, determinando un significativo intervento integrativo e surrogatorio da parte della giurisprudenza.

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Il recesso della banca dall’apertura di credito

Di Maurizio Tidona, Avvocato

 

In tema di recesso della banca dal rapporto di apertura di credito si devono distinguere le ipotesi del rapporto a tempo determinato da quello a tempo indeterminato.

Nel primo caso – apertura di credito a tempo determinato – la banca non può recedere prima della scadenza del termine concordato con l’affidato, se non in caso di una giusta causa (art. 1845 c.c.). [1]

 

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La responsabilità della banca negoziatrice di assegno pagato a soggetto diverso dall’effettivo beneficiario (Cassazione Civile, sez. unite, sent. n. 12477 del 21 maggio 2018)

Nota a Cassazione Civile, sez. unite, sent. n. 12477 del 21 maggio 2018

Di Gaetano Maria Porretti, Avvocato

 

ABSTRACT:

La responsabilità della banca ex art. 43 Legge Assegni non ha più natura “oggettiva”, ma “contrattuale”, così che è ammessa la prova di non imputabilità dell’inadempimento, per aver la banca assolto alla propria obbligazione con la diligenza richiesta dall’art. 1176, comma 2, c.c.

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Le nuove regole sulla cartolarizzazione dei crediti

Di Antonio Pezzuto, ex Dirigente della Banca d’Italia

 

Premessa

Come noto, uno dei fattori responsabili della crisi finanziaria del 2007-2009 – originata negli Stati Uniti dal crollo del mercato dei mutui subprime – è la cartolarizzazione (o securitization), ossia il trasferimento di attività finanziarie illiquide dal bilancio bancario a una società veicolo (special purpose vehicle, SPV) costituita ad hoc che, per finanziarne l’acquisto, emette titoli obbligazionari a breve termine (asset backed securities, ABS)[1].

Tale tecnica operativa, pur apportando una serie di benefici in termini di ampliamento dell’offerta di credito, di frammentazione del rischio di credito e di minore assorbimento del capitale, ha causato significative criticità, tra cui l’aumento della leva finanziaria (leverage), la riduzione degli incentivi a valutare e monitorare la capacità di rimborso dei debitori nella consapevolezza che il rischio di credito sarebbe stato trasferito a una pluralità di operatori (soprattutto investitori istituzionali), la creazione di prodotti opachi e complessi difficilmente negoziabili. Lo sviluppo delle operazioni di cartolarizzazione ha segnato il passaggio dal modello di business “originate to hold” (il prestito è trattenuto in bilancio sino alla scadenza contrattuale) al modello “originate to distribute” (il prestito è trasferito a terzi tramite la cartolarizzazione)[2].

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Le Sezioni Unite della Cassazione in tema di Commissioni di Massimo Scoperto e di Usura (Cass. Civ. – SS.UU., sentenza 20 giugno 2018, n. 16303)

Nota a: Cass. Civ. – SS.UU., sentenza 20 giugno 2018, n. 16303, Pres. MAMMONE, Rel. DE CHIARA

Di Gaetano Maria Porretti, Avvocato

 

ABSTRACT:

Le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 16303 del 20 giugno 2018, hanno:

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La liberazione del fideiussore in caso di ritardo dell’azione giudiziale del creditore contro il debitore principale

Di Maurizio Tidona, Avvocato

 

L’art. 1957 c.c. dispone che il fideiussore rimane obbligato anche dopo la scadenza dell’obbligazione principale, purché il creditore abbia proposto le sue istanze contro il debitore entro sei mesi e le abbia continuate con diligenza. [1]

Nel caso in cui il fideiussore abbia esplicitamente limitato la sua fideiussione allo stesso termine dell’obbligazione principale, l’istanza contro il debitore deve essere invece proposta entro due mesi (art. 1957, 2° comma, c.c.).

Il creditore che non attiva tempestivamente gli strumenti di recupero del proprio credito nei confronti del debitore principale decade pertanto dal diritto di pretendere l’adempimento dal fideiussore. [2]

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BRRD e gestione delle crisi bancarie in Italia negli anni 2015 e 2017

Di Antonio Pezzuto, ex Dirigente della Banca d’Italia

Introduzione

Il dissesto della banca d’affari Lehman Brothers negli Stati Uniti e di altri intermediari di rilevanti dimensioni in alcuni paesi europei, quale conseguenza della crisi finanziaria globale, ha reso manifesta la sostanziale inadeguatezza delle ordinarie procedure di insolvenza a evitare il propagarsi del contagio, specie nel caso di banche operanti in più giurisdizioni. L’impossibilità di gestire le potenziali ripercussioni sistemiche di una banca “too big to fail” con le ordinarie procedure concorsuali ha indotto le Autorità a intervenire mediante l’erogazione di ingenti risorse pubbliche, con la conseguenza di far ricadere il costo dei fallimenti sui contribuenti[1].

Tale soluzione è divenuta in seguito impraticabile per molteplici ragioni. Anzitutto, l’onere dei salvataggi bancari, oltre che ricadere sui contribuenti, compromette l’equilibrio dei conti pubblici. In secondo luogo, il sostegno pubblico distorce le regole della concorrenza e finisce per premiare quegli operatori che non hanno fatto buon uso delle risorse loro affidate dai risparmiatori. Infine, l’utilizzo di risorse pubbliche incoraggia comportamenti di moral hazard da parte del management e degli azionisti, incentivati ad assumere rischi eccessivi nell’assunto che un’eventuale crisi sarebbe fronteggiata con un intervento dello Stato[2].

Nell’ottobre 2011 il Financial Stability Board (FSB) propose una serie di principi, denominati “Key Attributes Effective Resolution Regimes for Financial Institutions”, approvati dai leader del G20 riuniti a Cannes nel novembre dello stesso anno, per gestire in modo ordinato la crisi di una banca di rilevanza sistemica a livello globale (Systemically Important Financial Institutions, G-SIFIs) senza esporre i contribuenti a ingenti perdite derivanti dalle operazioni di salvataggio pubblico (bail-out).

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La richiesta alla banca di copia della documentazione e dei contratti relativi ad un rapporto bancario

Di Maurizio Tidona, Avvocato

Indice:

L’art. 119 T.U.B. sulla richiesta della documentazione bancaria relativa agli ultimi dieci anni La richiesta di copia dei contratti bancari Il limite temporale relativo alla consegna della copia dei contratti Le modalità di richiesta della documentazione bancaria La richiesta della documentazione bancaria ex art. 7 Codice Privacy La mancata consegna da parte della banca della documentazione relativa agli ultimi dieci anni La documentazione ultradecennale a supporto del credito della banca L’ordine di esibizione in processo ex art. 210 c.p.c. Le parti che hanno diritto a richiedere la documentazione

L’art. 119 T.U.B. sulla richiesta della documentazione bancaria relativa agli ultimi dieci anni

L’art. 119 del Testo Unico Bancario [1] – rubricato “comunicazioni periodiche alla clientela” – dispone che le banche e gli intermediari finanziari:

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Syndicated loan (finanziamento in pool)

Di Francesca Rea

3 maggio 2018

 

Tesi di laurea della Dott.ssa Francesca Rea

Università: Roma Tre

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