Riposi per allattamento e assegno di maternità dallo Stato, applicazione del regime telematico

Riposi per allattamento e assegno di maternitа dallo Stato, applicazione del regime telematico

Con il messaggio n. 3014/18 del 27 luglio l’INPS ha reso nota l’applicazione del regime telematico ai fini della presentazione della domanda per i riposi giornalieri per allattamento e per l’assegno di maternità dello Stato, finora disponibile in modalità cartacea.  

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Il necessario accertamento della malattia come giustificazione del mancato rientro in servizio

Il necessario accertamento della malattia come giustificazione del mancato rientro in servizio

L’attribuibilità dell’assenza del lavoratore ad una condotta volontaria e ingiustificata, come la mancata accettazione della proposta di trasferimento, configura un’ipotesi diversa dalla malattia (nella quale rileva il periodo di conservazione del posto di lavoro) e, in particolare, un’ipotesi di illecito disciplinare che opera su un piano diverso dal comporto.  

(Corte di Cassazione, sez. VI Civile - L, ordinanza n. 19927/18; depositata il 27 luglio)

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Leasing traslativo e clausole penali: attenzione agli squilibri contrattali

In tema di leasing, le clausole che attribuiscono alla società concedente il diritto di recuperare, nel caso di inadempimento dell’utilizzatore, l’intero importo del finanziamento e in più la proprietà e il possesso del bene, attribuiscono alla società stessa vantaggi maggiori di quelli di cui essa aveva diritto, potendo configurare un assetto convenzionale manifestamente eccessivo rispetto all’interesso del creditore di cui all’art. 1384 c.c..  Link originaleOriginal autore: Massimiliano Summa Avvocato

Il turista gravemente malato che rinuncia al pacchetto 'all inclusive' ha diritto alla restituzione

Gli artt. 1463 (Impossibilità totale) e 1256 (Impossibilità sopravvenuta) escludono che l’impossibilità sopravvenuta alla prestazione debba essere necessariamente ricollegata al fatto di un terzo e hanno la funzione di proteggere la parte impossibilitata a fruire della prestazione pattuita con lo scopo di ricostruire il sinallagma contrattuale compromesso. Senza in nessun modo spostare «l’ambito contrattuale della responsabilità».  Link originale

L'effetto limitato della cessione del credito

La cessione di credito, a differenza della cessione di contratto che comporta il trasferimento dell’intera posizione contrattuale dal cedente al cessionario, è limitata al solo diritto di credito derivato al cedente da un precedente contratto.Link originale

La qualificazione dei contraenti come attività necessaria per la valutazione delle clausole dei contratti di telefonia mobile

Nell’ambito dei contratti di telefonia mobile, per valutare la reale natura vessatoria delle clausole contenute nelle condizioni generali di contratto e nelle opzioni prescelte dall’utente, il giudice di merito, anche d’ufficio, deve preliminarmente individuare la qualità di consumatori dei contraenti, per poi poter stabilire, alla luce del principio sinallagmatico, se vi sia effettivamente uno squilibrio fra i diritti e gli obblighi derivanti dalle clausole contrattuali, con tutte le conseguenze da ciò derivanti.  Link originaleOriginal autore: Giuseppe Davide Giagnotti Avvocato

La banca è responsabile per il pagamento dell'assegno alla persona sbagliata

In caso di erroneo pagamento dell’assegno bancario, la banca negoziatrice è tenuta a rispondere del danno subito dall’emittente a titolo di responsabilità contrattuale laddove non sia in grado di dimostrare di aver assolto alla propria obbligazione con la diligenza derivante dalla sua qualità di operatore professionale.  Link originale

Conflitto tra esigenze familiari di comodatario e comodante, quali prevalgono?

In caso di domanda di rilascio dell’immobile concesso in comodato, per esigenze impreviste e urgenti del comodante, la destinazione ad uso familiare dell’immobile deve essere accertata positivamente ed, in mancanza di prove, il cui onere è in capo al comodatario, deve essere adottata la soluzione più favorevole della cessazione del contratto di comodato.  Link originale

L'onere probatorio del datore di lavoro per resistere all' accusa di demansionamento

L’onere probatorio del datore di lavoro per resistere all'"accusa" di demansionamento

In tema di demansionamento del lavoratore, quando questi alleghi un atto di assegnazione di mansioni inferiori riconducibile all’inesatto adempimento dell’obbligo gravante sul datore di lavoro, ex art. 2103 c.c.,incombe sul datore stesso l’onere di dimostrare l’esatto adempimento del proprio obbligo.  

(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 17365/18; depositata il 3 luglio)

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Da Palazzo Chigi il decreto dignità a sostegno di lavoratori e imprese

Da Palazzo Chigi il decreto dignitа a sostegno di lavoratori e imprese

Migliorare i rapporti di lavoro, contrastare la delocalizzazione delle aziende, disincentivare il gioco d’azzardo e introdurre misure di semplificazione fiscale. Questi sono i principali obbiettivi del decreto dignità, approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 2 luglio 2018.  

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La formula vincente del giuramento decisorio

La formula vincente del giuramento decisorio

Il giuramento può dirsi decisorio quando abbia ad oggetto circostanze tali da comportare che il giudice debba soltanto accogliere o rigettare la domanda o singoli capi di essa e, ai sensi dell’art. 2739 c.c., può essere deferito sulla sola conoscenza diretta che il giurante ha dei fatti altrui.  

(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – L, ordinanza n. 17197/18; depositata il 2 luglio)

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Licenziamento giustificato in caso di crisi aziendale con carattere non transeunte

Licenziamento giustificato in caso di crisi aziendale con carattere non transeunte

Il licenziamento può essere intimato per giustificato motivo oggettivo, qualora la necessità di sopprimere un dato posto di lavoro derivi da una crisi aziendale non limitata nel tempo o dalla necessità di ridurre i costi.

(Corte di Cassazione, sez. VI Civile - L, ordinanza n. 17200/18; depositata il 2 luglio)

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La specifica approvazione per iscritto delle clausole vessatorie

La predisposizione di un modello contrattuale che preveda il richiamo integrale delle condizioni generali di contratto o di molte delle clausole ivi contenute, comprese quelle prive di carattere vessatorio, non integra il requisito della specifica approvazione per iscritto, previsto dall’art. 1341 c.c., comma secondo, poiché tale modalità ostacola la corretta comprensione, da parte del contraente debole, delle clausole a lui sfavorevoli.  Link originaleOriginal autore: Giuseppe Davide Giagnotti Avvocato

È consentito il controllo a distanza del lavoratore, ma solo in presenza di determinate condizioni

Il Tribunale di Roma, con ordinanza n. 57668/18 del 13 giugno, affronta – tra gli altri – il tema della nuova disciplina dei controlli a distanza e della utilizzabilità delle informazioni raccolte dopo la novella apportata all'art. 4, l. n. 300/1970, dall’art. 23, comma 1, d.lgs. n. 151/2015.

Controlli a distanza. Secondo il Tribunale, dal nuovo testo dell'art. 4, l. n. 300/1970, non risulta più essere vietato, in termini assoluti, effettuare controlli a distanza sui lavoratori, sicché non appare più necessario (ove mai lo sia stato) appellarsi a “finalità difensive” per superare un divieto totalitario di controllo a distanza che non esiste più.Per converso, sul come “si fa il controllo”, la novella ha posto limiti chiari e rigorosi, la cui osservanza non può più apparire eludibile in base al criterio per cui una volta che sì è scoperto “ex post” che il lavoratore ha commesso un illecito, l'esito del controllo risulta “ex post” “difensivo”. sicché non conta più come il datore ha acquisito quella informazione.In buona sostanza il legislatore sembra ormai aver superato la logica per cui il lavoratore non può essere controllato a distanza salvo che non si dimostri che ci si è dovuti difendere perché è un delinquente, affermando l'opposto principio, che realizza normativamente il contemperamento tra interesse al controllo e protezione della dignità e riservatezza dei lavoratori sottraendola alle oscillazioni della giurisprudenza in materia, per cui il lavoratore può ben essere controllato con mezzi a distanza, ma nel rispetto di precise condizioni.

Regole per il controllo a distanza. Secondo il Tribunale di Roma, ai sensi dell'art. 4, l. n. 300/1970, come novellato dall'art. 23, comma 1, d.lgs. n. 151/2015, i lavoratori possono essere controllati con mezzi a distanza ma in presenza delle seguenti cumulative condizioni:- a) l'impianto deve essere stato previamente autorizzato con accordo sindacale o dall'INL;- b) l'impianto deve avere una o più delle finalità (diverse da quelle di controllare i lavoratori) previste dal primo comma dell'art. 4, l. n. 300/1970;- c) il datore deve aver previamente informato il lavoratore che l'impianto è stato installato, e che vi si potranno esperire controlli (comma 3);- d) il controllo deve essere esperito in conformità al Codice della privacy, il che comporta essenzialmente che esso va fatto secondo i principi di trasparenza, scopo legittimo e determinato, non invasività, ricavabili dall'art. 11, d.lgs. n. 196/2003 e s.m..Le regole sub a) e sub b) che dettano, rimodulandolo, il regime procedurale autorizzatorio, non valgono per gli «strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa», quali, evidentemente la email aziendale.Le regole sub c) e sub d) valgono invece sempre, alla sola condizione che si tratti di «strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori». La posta elettronica rientra in tale categoria trattandosi di strumento che pur non avendo finalità di controllo ma finalità lavorative consente il controllo a “distanza” dell'operato  del lavoratore.Ne segue che per poter esperire il controllo del lavoratore su tale strumento il datore di lavoro deve, ai sensi del novellato terzo comma dell'art. 4, l. n. 300/1970, previamente «dare al lavoratore adeguata informazione delle modalità […] di effettuazione dei controlli», ossia avrebbe dovuto previamente avvisare il lavoratore: a) che la sua attività avrebbe potuto essere controllata mediante tale strumento; b) su come sarebbe stato esperito il controllo.

(Fonte: ilgiuslavorista.it)

 

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RASSEGNA DELLA SEZIONE LAVORO DELLA CASSAZIONE

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Risarcito il malore sul posto di lavoro quando si provano le condizioni usuranti

Risarcito il malore sul posto di lavoro quando si provano le condizioni usuranti

Quando è puntuale, l’allegazione delle modalità usuranti di prestazione del servizio formulata dal lavoratore, il quale è costretto a lavorare in condizioni logoranti per la mancanza di altro personale, essa risulta idonea a circoscrivere la materia controversa, evidenziando con chiarezza gli elementi in contestazione.  

(Corte di Cassazione, sez. VI Civile - L, ordinanza n. 16970/18; depositata il 27 giugno)

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In G.U. il decreto sugli sgravi contributivi per l'assunzione delle donne vittime di violenze

In G.U. il decreto sugli sgravi contributivi per l’assunzione delle donne vittime di violenze

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 27 giugno 2018, n. 147 il decreto del Ministero del Lavoro del 11 maggio 2018 relativo agli «sgravi contributivi per l’assunzione delle donne vittime di violenza di genere».  

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Limiti reddituali e diritto all'assegno sociale per il coniuge effettivamente separato

Limiti reddituali e diritto all’assegno sociale per il coniuge effettivamente separato

L’INPS denuncia l’insussistenza dei requisiti di reddito per l’accoglimento della domanda dell’interessata volta ad ottenere l’assegno sociale sul presupposto che la stessa, rinunciando all’assegno di mantenimento dopo la separazione dal marito, si fosse volontariamente posta in una situazione di autosufficienza economica. I Giudici di merito, al contrario, avevano ritenuto che la separazione effettiva della richiedente dal marito era sufficiente per considerare, ai fini della fruizione del beneficio, il solo reddito individuale. La questione è risolta dalla Suprema Corte.

(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 16852/18; depositata il 26 giugno)

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Sigaretta elettronica in servizio: niente licenziamento

Sigaretta elettronica in servizio: niente licenziamento

Vittoria per il dipendente di una società che opera nel settore della ristorazione. Eccessivo cacciare il lavoratore, beccato a fumare la sigaretta elettronica, in un locale mensa, durante il proprio turno di lavoro.  

(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – L, ordinanza n. 16965/18; depositata 27 giugno)

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L'attività giornalistica rimane tale, qualunque sia il mezzo di comunicazione utilizzato per la divulgazione delle notizie

L’attivitа giornalistica rimane tale, qualunque sia il mezzo di comunicazione utilizzato per la divulgazione delle notiziedi Roberto Dulio - Avvocato giuslavorista, Senior partner dello Studio legale Associato B.B.D.

La qualificazione dell'attività giornalistica, per la sua rilevanza pubblicistica con riflessi costituzionali (art. 21 cost.) non può desumersi in via primaria ed esclusiva dalla contrattazione collettiva, ma trova gli elementi per la sua qualificazione e regolamentazione in un complesso normativo costituito, oltre che dalla disposizione costituzionale citata, dalla l. 3 febbraio 1963 n. 69 e dal suo regolamento di esecuzione emanato con d.P.R. 19 luglio 1976 n. 649, nonché dal contratto collettivo 19 gennaio 1959, reso efficace erga omnes con d.P.R. 16 gennaio 1961 n. 153.  

(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 16691/18; depositata il 25 giugno)

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