Ilva, da ArcelorMittal nuove proposte per limitare l’impatto ambientale dell’acciaieria

L’acquirente dell’Ilva di Taranto, ArcelorMittal, ha presentato oggi al ministero dello Sviluppo economico le proposte di integrazione al contratto relativo alla cessione dell’acciaieria, con i seguenti capisaldi ambientali: riduzione del 15% delle emissioni di CO2 per tonnellata di acciaio liquido prodotto al 2023; riduzione nell’utilizzo di acqua del 15%; taglio del 30% delle polveri e del 50% delle diossine emesse dall’impianto di sinterizzazione; azzeramento polveri al 2020 in riferimento ai wind days; utilizzo di rottami nel ciclo produttivo per ridurre ulteriormente CO2 e consumo energetico; mantenere la produzione dell’acciaieria a ciclo integrato ad un livello non eccedente gli 8 milioni di tonnellate di acciaio liquido annue.

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Sienambiente chiude il bilancio in utile, oltre 1,5 milioni di euro investititi sugli impianti

Sienambiente ha chiuso il bilancio d’esercizio 2017 un utile di 507.607 euro e una crescita del margine operativo lordo: risultati che vanno a beneficio del patrimonio netto aziendale (che supera i 19 milioni) e che si accompagnano ai dati sugli investimenti, pari a 1 milione e 545 mila euro per interventi di manutenzione degli impianti finalizzati al miglioramento del processo produttivo. Sono questi i principali numeri che hanno visto l’assemblea dei soci di Sienambiente approvare il bilancio, pur con i voti contrari del Comune di Siena e del socio privato Sta. «

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La Toscana va verso la gestione (interamente) pubblica dell’acqua

L'acqua rappresenta da sempre un bene comune (anche) in Italia, ma sulla gestione delle infrastrutture idriche che sono necessarie per portarla nelle nostre case le idee sono le più disparate: gestione pubblica – perorata in modo confuso ma democratico dal referendum del 2011, che raccolse 27 milioni di voti – o gestione privata, o più spesso pubblico-privata? Dai ieri la Toscana, e in particolare l’area  metropolitana fiorentina, pratese e pistoiese punta con decisione verso la prima opzione.

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Le energie rinnovabili possono far prosperare l’Europa, nonostante l’imprevedibilità climatica

Un team di ricercatori di Irlanda, Svizzera e Regno Unito hanno pubblicato su Joule lo studio "Impacts of inter-annual wind and solar variations on the European power system" che dimostra come i modelli meteorologici a lungo termine influenzino le performance delle tecnologie eoliche e le energie rinnovabili in Europa. Utilizzando 30 anni di dati meteorologici, gli scienziati hanno esaminato e ulteriormente modellato l'impatto delle energie rinnovabili sul settore dell'elettricità entro il 2030 e dicono che «nonostante l'imprevedibile natura del vento e dell'energia solare, il sistema energetico europeo può produrre  comodamente almeno il 35% della sua energia elettrica utilizzando queste sole fonti rinnovabili senza impatti rilevanti sui prezzi o sulla stabilità del sistema». 

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Eolico: la Corte Costituzionale dichiara illegittima la moratoria della Regione Campania

Con la con sentenza n. 177 del 26 luglio, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l’articolo  15, comma 3, della legge della Regione Campania del 5 aprile 2016, n. 6 (Legge collegata alla legge regionale di stabilità per l’anno 2016). L’Associazione nazionale energia del vento (Anev) spiega che «La norma in questione, com’è noto, aveva sospeso il rilascio delle autorizzazioni uniche afferenti alla realizzazione di impianti alimentati dalla fonte eolica, semplicemente per “assicurarsi” gli “spazi deliberativi” delineati dai commi 1 e 2 del citato art. 15, ovvero in vista dell’adozione delle delibere di Giunta che avrebbero dovuto stabilire i criteri ed individuare le aree non idonee alla realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonte eolica di potenza superiore a 20 kW, nonché individuare gli indirizzi per la valutazione degli impatti cumulativi di quegli stessi impianti.

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Quale priorità per le imprese dell’economia circolare? «Un quadro normativo certo e stabile»

Perché l'economia circolare possa concretamente svilupparsi nel nostro Paese, apportando insieme ai benefici ambientali legati a un più efficiente utilizzo delle materie prime anche posti di lavoro e incrementi nella competitività del tessuto produttivo nazionale, la prima richiesta che il mondo delle imprese rivolge al nuovo Parlamento non riguarda sussidi o incentivi, ma il quadro normativo. È quanto emerge nell’ambito degli incontri istituzionali programmati con tutte le nuove rappresentanze parlamentari da Fise Assoambiente, l’Associazione che rappresenta le imprese che svolgono attività di igiene urbana, gestione, recupero e riciclo di rifiuti urbani e speciali ed attività di bonifica.

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